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Arancina: come e dove nasce la meraviglia siciliana

Non importa in quale angolo della Sicilia vi troviate: quasi ogni città rivendica la paternità delle famosissime arancine di riso con carne. Piatto salato dal gusto unico e ricco, non ha bisogno di presentazioni: si tratta delle famosissime “palle di riso” siciliane, avvolte da una croccante panatura dorata e con al centro un ripieno di ragù con carne con piselli e carote o mozzarella, besciamella e prosciutto, nella famosa variante bianca “al burro”.
Esistono però anche rivisitazioni più creative e recenti che prevedono, oltre al riso, pistacchio, funghi, salsiccia, gorgonzola, salmone, pollo, pesce spada, frutti di mare, pesto, gamberetti, nero di seppia.
Numerose anche le varianti dolci: le arancine vengono preparate con il cacao e coperte di zucchero oppure possono essere farcite con crema gianduia (soprattutto nella zona di Palermo), cioccolato e amarena. Per facilitare la distinzione tra i vari gusti, la forma dell’arancina può variare.
Nella sua semplice bontà, l’arancinu è però capace di conquistare tutti: tra le ricerche online più popolari compaiono infatti, oltre a “come preparare le arancine di carne”, anche “dove mangiare gli arancini” in quasi ogni città dell’isola, da Palermo a Taormina. Piatto amatissimo, viene consumato in quantità prodigiose soprattutto nel giorno di Santa Lucia.
Scopriamo quindi insieme le origini e le tradizioni che legano indissolubilmente gli arancini siciliani alla storia e alla cultura della regione.

Dove e come è nata l’arancina? Perché si chiama così?

Come capita a molti prodotti popolari, le origini di questo piatto sono molto discusse: scarseggiano infatti fonti storiche esatte sulla nascita e sui processi che hanno portato il prodotto al suo stato attuale.
L’arancina sembra però essere nata, come molti altri piatti della tradizione, nel periodo in cui la Sicilia era sotto il dominio dei Saraceni, che usavano banchettare con grandi vassoi di riso aromatizzato allo zafferano e condito con verdure e carne. L’aggiunta della caratteristica croccantissima panatura arriva più tardi: alla corte di Federico II, durante il XIII secolo, si era soliti friggere il riso speziato per facilitarne il trasporto e la conservazione durante viaggi e battute di caccia.
Di origine Saracena o araba sembra anche il nome della pietanza: queste popolazioni tendevano infatti a chiamare sontuosi pasti salati con il nome di un frutto. Ma perché le arancine si chiamano proprio così? Nel “Vocabolario Siciliano Etimologico” del 1785 sembra che il loro nome sia ispirato allarancinu, cioè il colore tipico della melarancia, mentre altri ne riconducono l’origine alla forma sferica che caratterizza gli arancini palermitani e che ha portato a coniare l’affettuosa espressione “arancinu che’ i peri” (arancino con i piedi) per indicare una persona sovrappeso.

Si chiama arancino o arancina? Un’annosa questione

Si tratta di una diatriba secolare, che con l’avvento di blog, social network e forum si è trasformata in un fenomeno virale diffuso a macchia d’olio in tutta la penisola, con meme e battute. Pare che la discussione sia nata anche a causa della contesa tra Palermo e Catania nella supremazia degli arancini migliori e più creativi.
Nella prima città l’arancino è senza dubbio declinato al maschile: perfettamente rotondo e più piccolo rispetto al catanese, l’arancino palermitano prende il proprio nome dal diminutivo di arancio, con cui si indica il frutto. La denominazione è stata adottata dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali quando si fa riferimento ai Prodotti Agroalimentari Tradizionali Italiani e si è diffusa sul territorio nazionale, anche grazie al commissario Montalbano che chiama così, in televisione e nei libri, queste delizie di riso.
A Catania, dove è rinomata e diffusa anche la variante “alla norma” (con melanzane) e al pistacchio di Bronte, invece l’arancina è prevalentemente declinata al femminile: con la sua caratteristica forma a cono, l’arancina catanese sarebbe ispirata all’Etna, secondo la tradizione.
Come si è espressa lAccademia della Crusca sull’annosa questione? Il femminile sembra secondo gli studiosi più naturale e corretto in tutta la penisola perché in italiano corrente è normale far riferimento al frutto di un albero al femminile, ma l’ente lascia carta bianca ai parlanti: è stato riconosciuto ufficialmente che nella Sicilia orientale la dicitura corretta è arancino, mentre in quella occidentale arancina.