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Croccantelli

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Storia

Sikulo nasce dall’incontro di due imprenditori (accomunati dalla passione per la pasticceria), che unendo le loro esperienze iniziano un lungo viaggio che li porterà a far degustare i loro prodotti in tutto il mondo. Da circa un ventennio la passione dolciaria cresce in loro sempre di più aumentando la loro motivazione ad andare avanti, producendo risultati concreti e riconoscimenti della bontà del loro lavoro. Autenticità, passione e ingredienti di prima scelta si materializzano ogni giorno in questi dolci.
Tutti i prodotti sono garantiti per freschezza e qualità, grazie alla cura attenta nell’esecuzione delle ricette e ai numerosi passaggi di lavorazione seguiti direttamente dal personale. I dolci vengono fatti tutti a mano, ma la mentalità, le procedure e le strategie seguono una rigida linea di condotta, per garantire prodotti e servizi di qualità fatti con il cuore. Sono conosciuti in particolare per i “Croccantelli”, le originali sfoglie croccanti, oggi tra i loro dolci più apprezzati.

La Pasta “Riali”

La Pasta di Mandorle, chiamata anche pasta reale (pasta riali) è uno dei prodotti Siciliani più conosciuti nel mondo. Ha alle spalle secoli di storia e, ancora oggi, è uno dei prodotti più utilizzati e conosciuti nel settore della gastronomia. Per raccontare la sua storia bisogna risalire al III Secolo a.c. quando, grazie al commercio marittimo, lo zucchero venne portato a Roma da India e Persia. Furono poi gli Arabi, a diffondere fin dal VI Secolo le piantagioni di canna da zucchero e a cominciare a lavorare lo zucchero per dare vita a cibi deliziosi. La nascita della pasta di mandorle è certamente da ricondurre agli Arabi, che introdussero in Sicilia pietanze ricche e speziate. Gli Arabi mescolarono quindi zucchero e mandorle macinate e diffusero questa ricetta anche in Sicilia. Invece per la frutta Martorana la storia più accreditata è quella del XI Secolo, secondo la quale sarebbe nata grazie al lavoro dei monaci e delle monache del convento della Martorana a Palermo, i quali si dedicavano alla preparazione di dolci fatti con acqua, zucchero e mandorle. Il nome “Reale” si riferisce probabilmente al fatto che il dolce fosse così buono da essere degno di un Re. Il Re in questione sarebbe Ruggero II, infatti la pasta Reale veniva preparata nella Chiesa Santa Maria dell’Ammiraglio Giorgio di Antochia, annessa al convento della Martorana.