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Pane e Panelle. Lo Street Food conosciuto in tutto il mondo

La Panella è una frittella di farina di ceci, tipico cibo da strada della cucina siciliana. Le panelle vengono servite soprattutto in mezzo alle Mafalde, forme di pane di circa 200 grammi con la crosta ricoperta di semi di sesamo (a Palermo la Mafalda è nota come “cimino, gigiolena o giuggiulena”). Le panelle rappresentano il caratteristico spuntino del palermitano: si possono acquistare in moltissimi luoghi della città, in particolare nelle “friggitorie“, anche ambulanti, presenti nelle strade di Palermo. Ma scopriamo di più sulla loro storia!

Storia

L’essenza del panino con le panelle sono i ceci, che sono stati tra i primi alimenti consumati nella storia dell’umanità. Pare che la pianta dei ceci fosse conosciuta già ottomila anni fa ed usata in Egitto e in tutto il mediterraneo compresa la Sicilia. Già in epoca romana imperiale i ceci erano largamente usati in cucina, specialmente sotto forma di “polenta”, ossia farina di ceci impastata con acqua e cotta; così com’era consumata dai greci, in tutta l’area della cosiddetta “mezzaluna fertile” e soprattutto nel sub continente indiano. La storia di questa antica pietanza rimanda agli arabi, dominatori della Sicilia a cavallo tra il IX e l’XI Secolo d.C.. Furono loro infatti i primi a macinare i semi dei ceci per ricavarne una farina che, mescolata all’acqua e cotta sul fuoco, dava una sorta di impasto crudo. Forse le prime panelle venivano cotte sulla pietra dentro i forni verticali, quelli usati per cuocere il pane di forma piatta. Si presume si sia cominciato a friggerle in epoca tardo-medioevale, probabilmente durante il dominio francese della dinastia Angioina della Sicilia, dato che costoro ne erano particolarmente ghiotti.

Un piatto “povero” che ha conquistato tutti

La Panella nasce a Palermo come pietanza povera. Ma nel tempo è diventata una tradizione trasversale. Grandi uomini della storia come Luigi Pirandello, Leonardo Sciascia, Giovanni Guttuso e uomini politici di respiro internazionale hanno potuto degustare la panella abbattendo di fatto qualsiasi barriera sociale.
In passato, il “panellaro” faceva capolino agli angoli delle strade con la sua carretta. Al suo interno, un fornello e una grande casseruola colma d’olio utilizzata per la frittura.
Per il giorno di Santa Lucia – il 13 dicembre – vengono preparate in versione dolce ossia ripiene di crema gialla e con una spolverata di zucchero a velo.

Una Ricetta tanto semplice quanto sfiziosa

Le panelle rappresentano uno dei cibi di strada più rinomati di Palermo. Il detto siciliano “pari ‘na paniella” (sembri una panella) è riferito ad oggetti che hanno avuto la malasorte di trovarsi schiacciati sotto pesi eccessivi.
Le panelle sono il caratteristico spuntino del palermitano accompagnato dal pane e spesso dai cazzilli (crocchette di patate). Si possono trovare ovunque, nelle friggitorie di tipo fisso o ambulante, sulle strade di grande traffico, nei quartieri popolari o nel centro storico.
La ricetta è semplicissima: Le panelle vengono preparate con farina di ceci, acqua e prezzemolo. La farina viene sciolta in acqua salata; ponete sul fuoco dolce e cuocete, rimestando dolcemente fino a farla diventare una pasta cremosa, soffice e liscia poi viene stesa su un piano, tagliata fatta raffreddare e poi fritta con olio ben caldo. A piacere potete unire all’impasto prezzemolo o foglie di mentuccia