fbpx

La Processione dei Misteri di Trapani

La Sicilia ha un innumerevole quantità di feste, sagre ed eventi religiosi e laici veramente notevole. Tra questi uno è particolarmente appassionato e sentito. Si tratta della processione dei misteri di Trapani, che si svolge nelle vie del centro da oltre 400 anni. La processione dei misteri è una processione religiosa che si svolge dal venerdì al sabato santo. L’origine è spagnola e infatti, ha analogie importanti con alcune celebrazioni andaluse.

Storia

Le Maestranze fanno parte della processione fin dall’inizio 1612 (primo atto notarile che ne testimonia l’esistenza), da quando si  affidò la processione alle singole categorie. Il termine etimologico è “moltitudine di maestri” (ovvero maestri delle arti manuali).
Fu la Confraternita del Preziosissimo Sangue di Cristo che provvide alla costruzione dei primi gruppi statuari, affidando tale incarico agli artisti trapanesi.
La processione, composta da 20 Gruppi Sacri, ha inizio alle 14 del venerdì santo per concludersi, oltre ventiquattro ore dopo. L’organizzazione e lo svolgimento hanno qualcosa di arcaico è magico che presuppongono una abnegazione assoluta. La gestione dell’evento è gestita dalle maestranze della città e i quadri che la compongono con relative gruppi statuari dei misteri  (vare il termine siciliano) sono addirittura 20. Diciotto gruppi e due simulacri (il Sepolcro con il Cristo morto e l’Addolorata), che rappresentano le varie stazioni della via crucis.
Iniziamo in ordine cronologico cosi come le Vare escono dalla chiesa delle anime sante del  Purgatorio.
La  separazione  (‘A Spartenza), che è il gruppo che apre la processione, affidata al ceto degli orefici. Segue la lavanda dei piedi : Il gruppo, che venne affidato ai pescatori.
La raffigurazione di Gesù nell’orto di Getsemani: affidato agli ortolani.
Il gruppo, che coglie l’attimo in cui tradito da Giuda, Gesù viene incatenato ed arrestato dalle guardie giudaiche inviate dal Sinedrio. La scena è una delle più animate per l’atto di Pietro che ferisce Malco. Oggi è la categoria dei metallurgici. Segue la caduta al torrente Cedron. Rappresenta Gesù che, dopo l’arresto nell’orto di Getsemani, mentre viene condotto dinanzi al Sinedrio, cade sul torrente Cedron. Questa è affidata da secoli ai naviganti mercantili.
La processione prosegue con l’uscita di Gesù dinanzi ad Hanna: Questa scena si svolge nel Sinedrio di Gerusalemme. Gesù si trova dinnanzi ad Hanna, suocero di Caifa, che sta per essere sottoposto a degli interrogatori. Il gruppo è curato dal ceto dei fruttivendoli (frutta e fiori).
Segue La Negazione: L’episodio raffigurato è tratto dai Vangeli, ed è stato fedelmente riprodotto. Affidato al ceto dei barbieri, poi nel sec.XX si associarono i parrucchieri.
Segue poi Gesù dinanzi ad Erode Antipa: L’opera scultorea, rappresenta Gesù che viene condotto dinanzi a Erode per essere interrogato alla presenza di uno scriba. La gestione del gruppo fu affidata ai molitori, poi ai sensali e crivellatori di cereali e dopo ai pescivendoli.
Poi segue la flagellazione, la scena si svolge a Gerusalemme: Gesù legato ad una colonna, viene flagellato da un soldato in armatura, tramite un fascio di rovi e frustato da uno sgherro. L’opera fu affidata, ed ancora lo è, alla categoria dei muratori e scalpellini. Nell’incoronazione di spine, vengono rappresentati i soldati di Pilato, che dopo averlo spogliato, gli mettono addosso un manto rosso e sul capo una corona di spine, deridendolo. L’opera fu affidata ai fornai e mugnai.
Il gruppo dell’Ecce Homo raffigura il momento in cui Ponzio Pilato, accompagnato da un soldato, presenta al popolo d’Israele, il corpo sofferente di Gesù. L’opera fu affidata ai calzolai e ciabattini.
Si procede con la sentenza; qui Pilato, cede alla volontà del popolo e prima di pronunziare la sentenza, essendo convinto dell’innocenza di Gesù, prende dell’acqua e si lava le mani. Il “mistere” fu affidato ai macellai.
Si continua con l’ascesa al Calvario, che è l’episodio che la tradizione popolare chiama U’ Signuri ca Cruci ‘ncoddu, cioè Gesù che porta la croce sul collo. È il “mistere” più venerato dai Trapanesi ed uno dei più grandi e ricchi di ornamenti in argento ed ex-voto.
La spoliazione che allude alla spogliazione di Gesù sul monte Calvario fuori dalle mura di Gerusalemme, cui fu sottoposto prima della crocifissione. Affidato al Ceto dei Bottai, adesso ne curano l’uscita i tessili e abbigliamento.
La sollevazione della croce sul monte Calvario, Gesù viene crocifisso al comando di un soldato.Il gruppo venne affidato ai falegnami.
Il gruppo successivo, rappresenta la Ferita al costato e La Crocifissione: Rappresenta Gesù in croce con il capo reclinato nell’abbandono della morte, mentre un soldato lo trafigge al costato con la lancia. Fu affidato ai cordari, funai e canapai; nel 1966 si aggregarono i pittori e decoratori.
La deposizione presenta una scena che, non è tratta da alcun testo sacro. Si tratta di una scena “intermedia” dato che i racconti evangelici ci raccontano che fu Giuseppe di Arimatea ad occuparsi della deposizione del Cristo. Il “mistere” è affidato alla categoria dei sarti e tappezzieri.
Il Trasporto al sepolcro: Particolare è il rapporto che lega questo “mistere” alla città, probabilmente anche a causa dell’affidamento alla categoria dei lavoratori del sale (salinari), un mestiere che da sempre caratterizza la città di Trapani. Il “mistere” rappresenta il trasporto al sepolcro. I processionanti indossano l’abito nero. Una peculiarità è data dalla particolare abilità dei suoi portatori nel condurre sulle spalle il gruppo, una caratteristica che il trapanese definisce: “annacata sussultoria”.
Il Sepolcro: Il penultimo “mistere” ha un carattere prevalentemente devozionale. Anticamente era il clero stesso a portare sulle spalle il simulacro. intorno alla seconda metà dell’800. la Confraternita cedette alla categoria dei pastai il compito di organizzare la processione. L’addolorata “A Maronna Addulurata”, il Simulacro che va a chiudere la Processione dei Misteri di Trapani, si mostra avvolta nel suo manto nero dallo sfondo della Chiesa Anime Santissime del Purgatorio, ormai vuota. Chiesa che custodisce questa e tutte le altre opere che costituiscono la Processione dei Misteri di Trapani.

Questa processione e un misto di religiosità, folclore, arte, cultura e tradizione. con una folla fatta di fedeli e curiosi. Trapanesi e turisti che si stringono attorno ai gruppi giorno e notte con un succedersi complesso di eventi, che da secoli ha mantenuto intatto il valore spirituale e il profondo legame con la città.