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Direttamente dal Medioevo: il Biancomangiare

Il Biancomangiare è una preparazione medioevale molto leggera, una crema di latte che serviva a rompere il digiuno quaresimale e preparava lo stomaco, prima di affrontare il bendiddio di cibi che si trovava sulla tavola per la Pasqua. Si ritiene che l’origine del suo nome sia francese (blanc mange). Di questo budino se ne parla nei ricettari di Federico II, il quale ne andava letteralmente pazzo.
Questa ricetta veniva riportata già nel Liber de coquina del XIV secolo. In questa antica ricetta, il biancomangiare è in versione salata. Oggi invece è un dolce fatto con con una crema di latte, amido, estratto di mandorle amare, maizena, zucchero, scorza di limone, marmellata di arance, polvere di cannella e granella di pistacchio, servita come dolce al cucchiaio.
Quando arriva in Sicilia il biancomangiare è subito visto come un dolce. Ce lo ricorda anche Tomasi di Lampedusa nel “Gattopardo”, quando lo fa gustare al suo personaggio Don Fabbrizio durante il famoso ballo, citandolo come un dolce raffinato ed elegante.
Questa crema bianca e gentile al gusto, offre un mondo culinario pieno di garbo ed eleganza fatto tutto di prodotti dell’isola di Sicilia e che conforta lo stomaco e l’anima.

Biancomangiare: origini e sviluppi

Inizialmente, questa pietanza veniva utilizzata per rompere il digiuno quaresimale e preparare lo stomaco ad affrontare i grandi pranzi pasquali. Allo stesso tempo, si utilizzava anche come medicinale, o come tipica merenda per i bambini.
Gli ingredienti che compongono il biancomangiare sono di colore candido (da qui il nome). Infatti, la preparazione prevedeva l’utilizzo di filetti di pollo bolliti insieme alla farina di riso, al latte di capra e a quello di mandorle, al lardo bianco ed allo zucchero.
Pur essendo noto come dolce, anticamente il biancomangiare era preparato in versione salata. Al contrario, oggi è una ricetta dolce la cui provenienza risale al XIX secolo, periodo in cui si diffuse come gelatina di latte di mandorle dolcificato.
Si tratta, dunque, di un piatto da dessert al cucchiaio, realizzato con moltissimi ingredienti. In particolare, è accompagnato da crema di latte, amido, estratto di mandorle amare, maizena, zucchero, scorza di limone, marmellata di arance, polvere di cannella e granella di pistacchio.
In altre parole, il biancomangiare racchiude i migliori ingredienti della tradizione siciliana e rappresenta una ricchezza unica per la cucina raffinata dell’isola.