Diffusi principalmente nella zona di Palermo e simbolo dell’identità gastronomica del capoluogo siciliano, gli anelletti sono un tipo di pasta risalente al Medioevo. Esistono molte leggende circa la loro nascita. Una tra queste narra che gli anelletti fossero ispirati ai piccoli gioielli a forma di cerchio indossati dalle donne arabe, le quali vivevano nell’isola durante la dominazione islamica.

Oggi gli anelletti rappresentano la pasta che più di qualsiasi altra si identifica con la cucina casalinga del capoluogo dell’isola. I palermitani chiamano gli anelletti al forno semplicemente “pasta al forno”. Si tratta di un piatto adatto ad ogni ricorrenza, estiva o invernale che sia. Gli anelletti al forno, infatti, rappresentano il classico momento di convivialità tra amici e parenti. Proprio per questo sono un piatto tipico de giorni di festa, come il Natale o la Pasquetta.

Gli anelletti e le varianti tra storia e stagionalità

Grazie alla forma bucata che consente di amalgamare e catturare al meglio i condimenti, questa pasta è ideale per la preparazione di sformati. Gli ingredienti utilizzati sono molti e la preparazione è particolarmente lunga, ma il risultato
compensa ogni fatica. La versione di anelletti al forno più ricorrente è quella con il condimento di ragù di carne con l’aggiunta di piselli. Tuttavia, vi sono varianti che prevedono la farcitura degli anelletti con prosciutto, uovo sodo, mozzarella, o pecorino.

Originariamente, per la preparazione si era soliti versare un uovo sulla superficie della pasta, affinché si formasse una crosta spessa che tenesse la pasta calda. Questo perché era consuetudine cucinare gli anelletti al mare per portarli nelle gite fuori porta o in spiaggia, dove dovevano mantenersi caldi fino al pranzo. Inoltre, la ricetta originale prevedeva l’utilizzo della tuma al posto del primo sale. La tuma è un formaggio tipico siciliano, che corrisponde ad una delle fasi di stagionatura del pecorino. Proseguendo, poi, con le ulteriori varianti della stessa ricetta, la mozzarella o il parmigiano sono spesso ingredienti utilizzati al posto del caciocavallo. Infine, anche la ricetta con l’aggiunta di melanzane tagliate a cubetti, fritte ed unite al sugo, costituisce una prelibatezza stagionale molto diffusa in Sicilia.